
Dalle puff tradizionali ai sistemi da 10.000 e 15.000 tiri: cosa sta cambiando?

Vape City Admin
17 ott 2026
Il settore delle sigarette elettroniche vede la diffusione di nuovi dispositivi ad alta autonomia dichiarata, caratterizzati da batterie ricaricabili e sistemi di alimentazione del liquido differenti rispetto alle tradizionali puff monouso.
Negli ultimi mesi hanno acquisito visibilità dispositivi che riportano autonomie fino a 10.000, 12.000 e 15.000 tiri. Dietro questi numeri si trovano diverse soluzioni tecniche, accomunate dall'obiettivo di aumentare la quantità di liquido utilizzabile senza ricorrere necessariamente a un dispositivo interamente monouso.
Come funzionano i nuovi sistemi?
Una delle configurazioni più diffuse abbina una batteria ricaricabile a una cartuccia di vaporizzazione e a un contenitore supplementare di liquido.
In alcuni modelli il serbatoio aggiuntivo alimenta automaticamente la cartuccia durante l'utilizzo. In altri casi il riempimento avviene attraverso meccanismi differenti.
L'aspetto principale è la separazione tra il componente elettronico, che può essere riutilizzato, e gli elementi consumabili.
Da 10.000 a 15.000 puff: cosa indicano questi numeri?
I valori comunicati dai produttori rappresentano stime di autonomia, non una durata garantita.
Il numero effettivo di tiri dipende da diversi fattori:
Durata e intensità delle aspirazioni.
Quantità complessiva di liquido.
Caratteristiche della resistenza.
Potenza del dispositivo e modalità di utilizzo.
Due dispositivi che dichiarano lo stesso numero di puff possono quindi avere autonomie effettive differenti.
Alcuni esempi già presenti sul mercato
Tra i sistemi riconducibili a questa categoria troviamo CLIQ di Avomi, con un'autonomia dichiarata fino a 10.000 tiri, Elfbar Plus, fino a 12.000 tiri, e Monster Puff, anch'esso accreditato dal produttore di circa 12.000 tiri.
Pur appartenendo allo stesso segmento, questi dispositivi adottano soluzioni differenti per batterie, cartucce e gestione del liquido.
Un cambiamento da osservare
La diffusione dei sistemi ad alta autonomia dichiarata evidenzia un'evoluzione del mercato delle sigarette elettroniche, con una crescente attenzione ai dispositivi che consentono di conservare il corpo batteria e sostituire soltanto gli elementi consumabili.
Restano tuttavia centrali la verifica delle caratteristiche tecniche, la conformità alla normativa applicabile e la corretta interpretazione dei dati dichiarati dai produttori.