
Sigarette elettroniche: uno studio stima fino a 100 milioni di vite salvate entro il 2060

Vape City Admin
01 gen 1970
Un rapporto internazionale analizza l’impatto potenziale delle alternative a rischio ridotto sul fumo e sulla salute pubblica globale.
Secondo il nuovo rapporto “Lives Saved: 100 Million Lives by 2060”, elaborato dagli esperti di salute pubblica Derek Yach e Delon Human per Tobacco Harm Reduction.net, il passaggio dei fumatori adulti da sigarette tradizionali a prodotti a rischio ridotto – come sigarette elettroniche, tabacco riscaldato o altre forme di assunzione di nicotina non combustibile – potrebbe contribuire a evitare un numero significativo di morti premature entro i prossimi decenni.
Lo studio, basato su una modellizzazione che ha coinvolto 23 Paesi, stima un potenziale di oltre 100 milioni di vite salvate entro il 2060. Le proiezioni più rilevanti riguardano, tra gli altri, 4,6 milioni di vite in Indonesia, 2 milioni in Giappone e 1,3 milioni in Brasile. Il rapporto suggerisce che l’adozione di strategie di riduzione del danno, insieme al sostegno alla cessazione e alla diagnosi precoce delle malattie legate al fumo, potrebbe ridurre in modo consistente la mortalità attribuibile al tabacco.
“Con l’eccezione dei vaccini, poche misure di salute pubblica possono salvare così tante vite in così poco tempo”, afferma Derek Yach, già direttore dell’iniziativa Tobacco-Free dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Il documento evidenzia che attualmente circa 140 milioni di persone nel mondo utilizzano prodotti di nicotina a rischio ridotto, in larga parte ex fumatori adulti. In Paesi come Giappone, Corea del Sud, Stati Uniti, Svezia, Grecia, Regno Unito e Nuova Zelanda, l’introduzione di queste alternative ha coinciso con un calo significativo del consumo di sigarette combustibili, in alcuni casi fino al 50% nell’arco di pochi anni.
Gli autori segnalano tuttavia che l’accesso a tali prodotti rimane diseguale: oltre il 70% dei fumatori e dei decessi legati al tabacco si concentra nei Paesi a medio e basso reddito, dove le alternative meno dannose sono spesso poco disponibili o soggette a restrizioni. “Non possiamo più permetterci un approccio tutto-o-niente”, osserva Delon Human, presidente di Health Diplomats, sottolineando la necessità di un equilibrio tra innovazione e tutela della salute.
Il rapporto invita infine le istituzioni internazionali e i governi a considerare politiche basate su un approccio proporzionato al rischio e fondato su evidenze scientifiche, in linea con le disposizioni previste dalla Convenzione quadro per il controllo del tabacco (FCTC). L’obiettivo, spiegano gli autori, è sostenere i fumatori adulti nei percorsi di cessazione o transizione verso soluzioni potenzialmente meno dannose, nel rispetto delle normative vigenti e delle priorità sanitarie nazionali.
Fonte: sintesi del rapporto “Lives Saved: 100 Million Lives by 2060” pubblicato da Tobacco Harm Reduction.net, ottobre 2025.